Parto dal presupposto che la società sia parastatale sulla carta e questo sia ampiamente dimostrato dai dipendenti i quali lavorano svogliatamente e si pongono con atteggiamenti come se facciano un favore a rifilare il loro lavoro alle persone.
Durante la mia esperienza mi è stato affidato del lavoro di altre persone perché "ehhhh, mi ha detto che lui non ha voglia di farlo". Alle volte sembra proprio che i dipendenti vogliano essere pregati o rincorsi per lavorare o per fornire delle informazioni (necessarie a fare il loro lavoro).
Alcune persone sbuffano quando gli si chiedono informazioni mentre altre non vedono la richiesta di informazioni accettabile alle ore 12.30 poiché orario troppo vicino alla pausa pranzo.
Tralasciando la voglia, alle volte bisogna coprire il loro lavoro in quanto le loro competenze tecniche sono veramente veramente basse. Questo fa si che si venga tartassati di domande e che si perdano intere giornate dietro al lavoro di altri diventando badanti ed insegnanti.
Nel fiore all'occhiello italiano, ho conosciuto persone che pensavano che il cavo ethernet si inserisse nella porta USB, che hanno scoperto la connessione SSH alla tenera età di 50+ anni, che non erano in grado di aprire Esplora Risorse essendo assente sulla barra delle applicazioni e che non erano in grado di copiare dei file su una chiavetta USB.
Ai piani alti non hanno minimamente idea di come debbano essere organizzate le persone ed i progetti in sè. Questo fa si che ci siano scadenze impossibili da rispettare (serve tutto pronto per ieri), continue interruzioni di lavoro per occuparsi di altro non portando mai a termine nulla e che il risultato finale sia un qualcosa di qualità pessima e difficile da riprendere in mano quando necessario. La priorità è consegnare, anche se in questo periodo non mi è stato ben chiaro il cosa visto che alle volte, per esempio, vengano consegnate cose di una qualità paragonabile ad un qualcosa di inesistente.
Durante un periodo di pianificazione delle ferie ho comunicato con 4 mesi in anticipo che non ci sarei stato una specifica settimana. A pochi giorni dalla data di inizio delle mie ferie sono rimasti quasi sorpresi dalla mia imminente assenza (quasi come se non le avessi comunicate). Sono state fatte questioni in merito poiché la mia presenza in quella settimana era veramente essenziale e ovviamente il personale non avrebbe potuto svolgere il mio compito.
Sul progetto che ho seguito i dipendenti (prima del mio arrivo) hanno accumulato discreti ritardi. Questi sono ricaduti su di me, ricevendo messaggi di ansia per avere aggiornamenti sui lavori della giornata anche alle ore 20 e su cellulare personale.
La cosa più affascinante che ho trovato in Leonardo è la precisione con la quale alcuni dipendenti notino come sia speso il tempo di altre persone esordendo con frasi come "io non ci credo che hai passato tutto quel tempo in bagno" o "la gente ti cerca e tu non ci sei".
Quando vengono esposte queste frasi i dipendenti dimenticano che siamo tutti esseri umani e che, in riferimento alla seconda citazione, dovendo ricoprire le loro incapacità tecniche si debba lavorare in luoghi diversi dell'edificio.
Gli stessi dipendenti di sopra, invece, sono maestri nel controllo del loro tempo tanto che le macchinette del caffè alle volte sembrano delle riunioni di condominio. Aggiungo inoltre che, durante il mio periodo in Leonardo, ho anche avuto il privilegio di deliziare i miei occhi ed apprezzare gente impegnata a far propria l'abilità della lettura del giornale oppure impegnata nella nobile arte del giocare a tetris o a solitario o ancora, impegnata nella costruzione e lancio di aerei di carta. Io capisco l'essere affezionati al settore aerospace, però cercherei di crescere e prendere il lavoro un pò più seriamente.
Infine, i dipendenti hanno fatto del pair programming il loro punto di forza, che però si differenzia dal fatto che anziché lavorare a coppie ed alternarsi e correggersi il lavoro, qui uno lavora e due guardano.