L'acquisizione recente è stata gestita con approssimazione e ha lasciato molte persone soprattutto le più giovani o qualificate isolate e disorientate.
La cultura aziendale è ancorata a logiche superate: forte presenza di favoritismi interni, totale assenza di flessibilità e una mentalità “da caserma”, dove chi lavora davvero viene ignorato e chi ha relazioni storiche (o "siede da 30 anni") è intoccabile. Meritocrazia praticamente inesistente.
Delusione dal punto di vista umano e professionale. Il rischio è quello di entrare in un sistema tossico che, a dispetto delle apparenze, non ha spazio per chi vuole crescere, innovare e contribuire davvero.
Per non parlare degli stipendi di chi lavora nel negozio.