Ambiente estremamente ostile, management vecchio (anche di mentalità), maleducazione, no smart working, no benefits, no flessibilità, micromanagement a livelli inauditi. Entri in Sparco e boooom ti ritrovi negli anni '80, forse, se non a epoche ancora precedenti: approccio al lavoro vecchio ed antiquato, micromanagement da parte di ogni responsabile e dei piani alti. Maleducazione a palate, le persone non salutano nemmeno e spesso si rivolgono le une con le altre con toni assolutamente poco professionali e sani. No smart working, viene concesso a 2 o 3 persone in tutta l'azienda in quanto casi "particolari": eh già, perchè la paura di non avere tutto e tutti sotto controllo è troppa. Però qualcuno della famiglia lo fa, nel pieno rispetto della coerenza...si predica molto bene, ma si razzola molto male! Per andare al bagno bisogna alzare la mano e chiedere il permesso, come all'asilo. No benefits: nemmeno la flessibilitá oraria! Te la fanno firmare sul contratto di assunzione e te la vendono come se fosse una grande concessione, poi te la tolgono appena si entra in servizio. Vabbè.
Però se fate figli, forse, qualche agevolazione c'è.
Peccato che per chi non ne ha o non può averne, i benefits sono assenti. Pubblicitá sfrenata: spesso finiscono sui giornali e in TV per questo famoso piano di welfare aziendale che include quasi interamente iniziative rivolte ai dipendenti che sono anche genitori. Peccato che tutto il resto della forza lavoro venga dimenticata! Insomma, minimo sforzo, massima resa! Totale assenza di fiducia nei propri collaboratori: un cocktail perfetto per far stufare in fretta il proprio personale! Dimenticavo: organizzazione del lavoro senza una linea guida generale, insomma, un vero incubo. Che peccato....
E poi ci si vanta di aver preso la certificazione per parità di genere… se l’ente certificatore sapesse cosa capita davvero, non so se avrebbero concesso la certificazione così facilmente.