Lavorare in San Marco Informatica è come vivere il Truman Show: qualcuno ha confezionato un ambiente bello, carino, gioviale in cui è piacevole lavorare nascondendo dietro alla paura di mare fasullo il mondo che sta fuori.
Prima o dopo un faretto cade per terra rivelando l’inganno per qualcuno di quelli che ci sta lavorando dentro e, inevitabilmente, inizia a prevalere la voglia di andare nel mondo esterno e dare un occhio a quello che c’è la fuori.
Il problema, come per Truman, è che nel momento stesso in cui appare questo bisogno devi essere consapevole di aver perso e devi fare qualcosa per evitare che questo accada. Non necessariamente questo si deve tradurre nella generazione della paura del mare (guarda che fuori non è meglio, guarda che sei solo tu a stare male, guarda che sei esagerato), ma concretizzando qualcosa che migliori le problematiche aziendali.
Proprio in virtù di quanto San Marco asserisce nei suoi slogan (we are smi people, we choose innovation) vi sono numerose persone, fra cui chi scrive, che sono tristi di aver dovuto scegliere di andare via.
Leggo, nelle recensioni qui in basso, che manca innovazione, manca l’essere ascoltati e manca un deciso salto di qualità con altrettante risposte delle risorse umane che negano tutto ciò consigliando, addirittura, che esiste il modo di parlarne internamente con team leader e, appunto, HR.
Ho passato un anno a parlare con entrambi di malesseri personali a lavoro e problemi vari, ma come ogni comparsa del Truman Show continuavano a rispondere seguendo un copione già scritto: “hai ragione, san marco però qualcosa lo sta facendo anche se con calma perché il cambiamento non può avvenire dall’oggi al domani” passando poi a pubblicizzare l’ultima trovata di turno, come i miseri regali di natale o delle incredibili piante che vanno ad abbellire l’ufficio.
Il mio team leder andando fuori copione mi disse “guarda che se dai un occhio fuori non troverai situazioni differenti”, così ho guardato al di là della cupola in cui lavoravo e indovinate un po’?
E, andando via, mi sé presentato davanti il celebre dialogo fra Cristoff e Truman: fuori da qui fa schifo, noi ti abbiamo costruito un mondo che, è vero, ha i problemi che hai detto che stiamo cercando di risolvere ma è comunque un bel mondo.
E allora buongiorno e casomai non dovessimo rivederci buon pomeriggio e buona notte.